Monica Merlante, in mostra al Circolo Arti Decorative di Rovigo. La nota pittrice rodigina, originaria di Polesella, ha aperto così il mese dedicato alla pop art (popular art) con una bella personale di undici opere, realizzate a china e ad acrilico. ”Per me, la pittura è vita” -ha confidato l’artista- che, diplomata maestro d’arte, al Dosso Dossi di Ferrara, dopo una lunga assenza dalla scena artistica, ha ripreso a dipingere nel 2017, esponendo al Bar Carducci, in Corso del Popolo, a Rovigo, alla biblioteca Carlizzi, con l’associazione Barbujani, e alla Pescheria Nuova, nell’ambito dell’ottobre rodigino. La pittrice è stata introdotta dal presidente della galleria, Franco Montanari, che ha spiegato la scelta della pop art, come modalità artistica moderna, perché riguarda elementi della società consumistica. “Emblematico esponente di spicco-ha continuato- è Andy Warhol, che predilige la serigrafia e l’iterazione seriale, ricordiamo “Le venticinque Marilyn”, e ne fa un’espressione artistica”. La Merlante è stata quindi presentata dalla prof.ssa Rosanna Beccari, che ne ha ricordato i diversi percorsi lavorativi nel campo della grafica e i vari marchi aziendali, come quello del Gruppo Marcegaglia di Albarella. In seguito, la Beccari ha presentato la storia del movimento artistico, nato in Inghilterra, negli anni ’50 e consolidatosi in America, negli anni ’60. La pop art è, in realtà, un’arte di massa, con la concezione innovativa dell’accessibilità, mediante una produzione in serie. Inoltre, non è proprio figlia del consumismo, in quanto lo critica, come modo di vivere. La rassegna, coerentemente con l’indirizzo artistico, presenta alcune immagini di Marilyn Monroe: un primo piano del volto, dalle contrastanti cromie e una Marilyn in rosso, a schiena nuda. Tenero è il ritratto della figlia dell’autrice, Genni, col suo gattino, interamente realizzato a china, mentre intrigante è lo sguardo della bruna Valentina, noto personaggio dei fumetti, del milanese Guido Crepax. Attraente, ancora, è quello di Uma, attrice statunitense, della Pulp fiction. Affascinante è poi l’autoritratto della Merlante, in cui una sottile striscia di colore, attraversando il viso, mette in risalto lo sguardo, ed emblematico della pop art è il ritratto del padre dell’autrice, Ferruccio, replicato in tre varianti: con i tratti del volto segnati in nero, oppure in blu, e, ancora, in verde. La Merlante che, per i suoi dipinti, utilizza sempre le foto, ha spiegato che, per il ritratto del padre, è partita dal colore nero, perché il colorato non lo sente molto. “La mia-ha detto- è una riduzione dei colori voluta”.

Maria Chiara Pavani

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